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lunedì 3 novembre 2014

Personalità luce

"Non guardare te stessa con i loro occhi, o avranno vinto loro. Perché siamo ciò che vediamo".
Non è una citazione precisa (Jennifer Egan - Guardami). Sto leggendo questo libro e ho appena visto una di quelle immagini con scritta su Facebook e bum! mi è venuta voglia di scrivere di identità.

La frase su Facebook diceva che le persone non cambiano, è solo che a un certo punto calano la maschera.
Nel libro, un grande romanzo sull'identità, la protagonista parla spesso della personalità ombra dei personaggi che incontra. La personalità ombra ha sempre qualcosa di inquietante: è quella parte di noi che nascondiamo nelle comuni interazioni sociali, o nelle relazioni. Il nostro vero io? No. Non è l'essenza che nascondiamo agli altri, è solo una parte di noi, fortemente nostra, che però non mostriamo. Come la fodera di un cappotto. Il rovescio di un giubbotto double face che portiamo sempre in un verso solo. Ma ogni tanto arriva una folata di vento e il cappotto si apre mostrando la fodera di seta grigio scura, l'etichetta nascosta, la fantasia a quadretti che non ci piace tanto o che vogliamo tenere lì, nascosta e pulita, per farla vedere in occasioni migliori.

Nel romanzo Charlotte, la protagonista, si esercita a riconoscere questa personalità ombra negli sguardi, nei dettagli di una cicatrice o un tatuaggio, nel modo di camminare. Riconosce, e anticipa, nella camminata goffa di un ex bambino obeso i tratti di caparbio cinismo di un personaggio animato da freddo bisogno di affermazione e rivalsa. Vede lo sguardo di un assassino e chissà se questo poi, davvero, le farà del male.
Ora mi chiedo. Deve sempre essere brutta, negativa, antisociale la nostra personalità ombra? E' vero che la nascondiamo per essere sani individui in società. E se non fosse sempre e solo così? Se la parte di noi che nascondiamo dal macellaio, ai colloqui di lavoro o mentre giochiamo con i nostri figli fosse invece la nostra personalità luce

Se Charlotte si esercita a trovare la fodera scucita, io voglio esercitarmi a trovare il prezioso ricamo in seta. Voglio trovare l'amore che non si sa affrontare, il talento che ci si vergogna a raccontare, la forza che si lascia lì a riposare perché è più facile così.
Si ha troppa paura del bene. 

Grazie a Wasted Rita - una grande giovane artista.


martedì 1 aprile 2014

Il polmone d'acciaio

Eliot

L’unica cosa che posso fare è scrivere. Mi ricordo alcune immagini della mia infanzia: persone in un polmone d’acciaio. Non se ne vedono più. Forse sono guariti tutti, o non vanno più di moda.
La differenza è che nel mio caso è la testa che è chiusa nel polmone d’acciaio. E il polmone la tiene in vita. Così bloccato, al pensiero resta solo una via d’uscita: le parole, scrivere la salvezza.

martedì 10 dicembre 2013

Come d'inverno l'odore del novanta barrato

Poche condizioni stimolano la creatività più della fine di un amore: le sostanze stupefacenti sono un buon esempio. O l’utilizzo dei mezzi pubblici.
Punto primo: va bene la devozione per l’arte, ma l’amore - quando ce l’abbiamo - è meglio che ce lo teniamo stretto. Punto secondo: ho cercato di evitarlo in tutti i modi, ma mia madre legge questo blog. Punto terzo: in tempi di crisi economica e creativa, non sottovalutate mai le potenzialità di un abbonamento ATM.

C’è una linea di autobus, a Milano, che viene chiamata La Circolare. Per quanto la cosa possa sbalordire i turisti americani e irritare i pensionati torinesi, Milano è fatta a cerchi. La Circolare passa dal cerchio più esterno e gira e gira come un calcinculo alla fiera di San Luca, raccogliendo un’umanità varia e variabile, tra cui, a un certo punto, la sottoscritta.
Un giro sulla Circolare rende inutili Avventure nel Mondo e, dopo una certa ora, anche American Horror Story. È un’esperienza istruttiva che a volte ti apre il cuore sulla gente e a volte, nel cuore, ti ci fa nascere un piccolo Calderoli. In ogni caso, è una delle esperienze più ispiranti che si possano fare la mattina prima delle nove.
A proposito di i(n)spirazione, oggi pensavo che d’inverno la puzza sulla Circolare è ovviamente molto più rara che in estate. Questa notizia banale non deve essere presa con leggerezza, perché se il cattivo odore d’inverno è meno frequente, è certamente vero che è anche più intenso, inestinguibile e pestilenziale.

Un po’ come l’amore: quello raro, inaspettato e fuori stagione, è sempre il più difficile da ignorare. Nell’inverno dei cuori, l’amore è una sorpresa che non si può evitare, intensa e disarmante come la puzza del giubbotto pesante del barbone che dorme sui sedili di coda del Novanta Barrato.